La Dichiarazione di Nuova Delhi dei BRICS non introduce una moneta comune né un’alleanza militare, ma rafforza istituzioni, pagamenti alternativi e cooperazione tecnologica tra i paesi membri. Il documento chiede la riforma dell’Onu, del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, e conferma il riavvicinamento tra Cina e India. Sulle valute prevale un approccio graduale, mentre sui conflitti il consenso raggiunto sul Medio Oriente si accompagna al silenzio sull’Ucraina. Ne emerge un multipolarismo fatto di infrastrutture concrete più che di proclami.
Il 12 e 13 settembre 2026 New Delhi ospiterà il diciottesimo vertice dei BRICS, presieduto dall’India di Narendra Modi sotto il motto «Humanity First». Dopo mesi di incontri preparatori dedicati a sviluppo, digitale e finanza verde, il summit dovrà misurarsi con le tensioni tra Stati Uniti, Iran e Russia e con le nuove sanzioni statunitensi che coinvolgono indirettamente anche la Cina. Resta da capire se il coordinamento tra i membri e i partner del gruppo riuscirà a tradursi in una riforma concreta del sistema multilaterale, con possibili ricadute anche per l’Unione europea, l’Italia e la proposta di dialogo con il G7 avanzata dalla Francia.
Il dibattito sul rapporto tra Intelligenza artificiale e lavoro si muove tra previsioni allarmanti e dati che, per ora, restituiscono un quadro più stabile. Da un lato le stime di esposizione, che a seconda del metodo di calcolo oscillano tra il 9% e il 60% dell’occupazione mondiale; dall’altro le rilevazioni amministrative di paesi come Danimarca e Stati Uniti, che non mostrano finora effetti significativi su salari e ore lavorate. Vengono ricostruite cinque diverse chiavi interpretative con cui economisti, storici e dirigenti delle aziende tecnologiche leggono il fenomeno: le posizioni divergono non tanto per la qualità delle analisi quanto per la domanda a cui rispondono, che si tratti del confronto con le precedenti rivoluzioni tecnologiche, degli scenari estremi legati a un’automazione totale, delle cause della scarsità di lavoro di qualità, degli interessi di chi produce le tecnologie di Ia o delle scelte concrete con cui le imprese le adottano.
Il vertice BRICS del 12 e 13 settembre a Nuova Delhi coincide con il ventesimo anniversario della cooperazione politica del gruppo e mette alla prova la sua capacità di tradurla in cooperazione economica concreta. Tra i dossier sul tavolo figurano la “Strategy for BRICS Economic Partnership 2030”, un nuovo quadro per logistica e cooperazione doganale, e il tema dei pagamenti transfrontalieri, dove l’India punta sull’interoperabilità delle valute digitali più che su una moneta comune. Pesano inoltre i rapporti bilaterali con Russia e Cina, le divisioni interne sulle crisi internazionali e le possibili ricadute del vertice sulle relazioni economiche con l’Unione europea.
Il vertice di Pechino del maggio 2026 non ha chiuso la competizione tra Stati Uniti e Cina, ma ha inaugurato una fase di “stabilizzazione conflittuale”. Taiwan resta il nodo più sensibile della rivalità, mentre la guerra dei dazi si è fatta più selettiva e tecnica, spingendo Pechino a riorganizzare filiere, mercati e materie prime critiche.
Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo attuativo della legge 7 gennaio 2026, n. 1, sulla riforma della responsabilità amministrativo-contabile. Il provvedimento ridisegna l’organizzazione della Corte dei conti per rafforzare l’unitarietà tra funzioni di controllo e funzioni giurisdizionali.
Per il quindicesimo anno consecutivo la libertà digitale è in calo nel mondo, mentre il mercato della sorveglianza cresce a doppia cifra: telecamere intelligenti, riconoscimento facciale e spyware commerciali come Pegasus ridisegnano il rapporto tra sicurezza e diritti. Tra il Sistema di Credito Sociale cinese, l’export di tecnologie di controllo e l’assenza di regole internazionali condivise, emerge una forma di autocrazia digitale che non risparmia nemmeno le democrazie consolidate.
Nel 2026, mentre la FAO dedica un anno intero ai pascoli e ai pastori, torna alla ribalta un tema antico quanto trascurato: la lentezza. Additata a lungo come l’anti-valore per eccellenza della modernità, il rovescio scomodo di ogni forma di efficienza, si rivela in realtà tutt’altro che il semplice contrario della velocità. Lo intuiva già Calvino, per cui la vera rapidità non rinuncia mai ai piaceri dell’indugio: pensiero e scrittura, come le tartarughe veleggianti di Vasari, hanno bisogno di tempi lunghi per guadagnare, quando serve, in prontezza. Le intuizioni del neuroscienziato Lamberto Maffei, gli inviti alla decelerazione di Carl Honoré e un antico monito biblico a essere lenti all’ira convergono verso la stessa idea: la lentezza non è una pausa da concedersi quando si è sotto stress, ma una dimensione del tempo tutta da riscoprire.
Il protezionismo liberista è un ossimoro che combina retoriche sovraniste a pratiche neoliberali e che non risponde alle esigenze di giustizia sociale e ambientale di cui hanno bisogni cittadini ed elettori disillusi.
Samarkand Summit reaffirmed the strategic partnership between the EU and Central Asia and laid the groundwork for fundamental changes across the region.
La space economy è nata fin da subito sulla spinta degli investimenti pubblici. Oggi, assistiamo ad un sempre più consistente ingresso di privati anche in questo settore, che ha dato avvio alla cosiddetta new space economy, un fenomeno che, in gran parte, coincide proprio con la “privatizzazione” dello spazio.
Donne e lavoro, diverse le criticità emerse dai dati: il 26,4%, pur lavorando, deve chiedere aiuto alla propria famiglia per far fronte alle spese, e il 17% ha subito molestie sessuali sul lavoro.
Le Società Benefit in Italia sono 4.593, con un incremento del 27% rispetto all’anno scorso e una diffusione soprattutto nel Nord Ovest. Presentano margini di crescita più marcati rispetto alle imprese tradizionali e risultano più inclusive per genere ed età.